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Utente: chirieleison
Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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20/04/2007
Il dubbio amletico to be or not to be può fare parte a pieno titolo dei massimi sistemi e comunque io l'ho aggiunto, ex brutto, come aggiornamento 1.0
Ma scherziamo? Qui si tratta di essere o non essere, e se sono o non sono come posso stabilire chi sono da dove vengo e dove vado.
Insomma un bel problema, come se ne avessimo già pochi.
Certo Shakespeare se la poteva risparmiare questa frase messa in bocca a quel poveraccio sfigato di Amleto che stava passando un guaio e a causa di questo cominciava a non starci più con la testa. Gli avevano ammazzato il padre, porello, che era pertanto morto, completamente morto. E invece lui la notte lo vedeva e gli parlava. Ovvio che la mattina era stranito e chiedeva al teschio: essere o non essere, ci sei o ci fai? E non si dava pace perchè il teschio giustamente non gli rispondeva mentre il padre di notte parlava con lui e mica gli raccontava le ultime barzellette dei carabinieri, nooo, gli spiattellava per filo e per segno come era morto e chi lo aveva ammazzato. Non solo sed etiam pretendeva pure di essere vendicato. Figuratevi il povero Amleto, che non aveva fatto il servizio militare perchè era obiettore di coscienza, andare ad ammazzare quello che gli aveva ammazzato il padre che era vivo di notte e morto  di giorno.  
Con un padre mezzo morto o mezzo vivo come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto (lo so che non c'entra niente il bicchiere ma era solo per rendere l'idea) come poteva pensare a una vendetta, lui che era un sessantottino puro e che usava i cannoni di suo padre come fioriere? Un bel dilemma.
E per questo motivo  trascurava anche la sua ragazza: Ofelia, romantica fanciulla ma un po' lagnosa, anche lei figlia dei fiori. Però Ofelia non era proprio la sua ragazza, era lei che si era fidanzata con lui ma Amleto non lo sapeva o forse faceva finta di non saperlo o forse era un po' ghei e non lo voleva dire... insomma cazzi suoi e a me non me ne importa un fico secco. Però la povera Ofelia ci voleva bene assai ad Amleto, un bene da pazzi e infatti tanto fece che impazzì davvero al punto da suicidarsi.
Questa di Amleto è una storia pazzesca, anzi di pazzi dove alla fine muoiono tutti senza risolvere il problema del to be or not to be. 
Io che amo le soluzioni semplici consiglio to be finchè dura e quando non dura not to be e chi se ne frega.
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 20/04/2007 02:20 | Link | commenti (28)
commenti (28)(popup) | categoria:il tarlo del verme
19/04/2007
Se avete letto e amato Donne che corrono coi lupi, quella sorta di leggendario e inesausto vademecum per la vita, pieno di magia e saggezza, forse sarete rimasti un po’ sorpresi, come me, da questa Danza delle grandi madri, l’ultimo libro della grande analista junghiana Clarissa Pinkola Estrés.
Dico sorpresa per dire incerta o delusa. Perché qui l’autrice si rivolge a ipotetiche donne mature, specialmente nonne, capaci di infondere con la loro forza inventiva e arcana sensibilità, non solo amore ma coraggio.
Anziane speciali certo, mica nonne apatiche, ipertese, da pedicure e da tv full immersion. Le sue grand-meres, capelli scarmigliati e vesti lunghe, sono creature magiche e mistiche, che non si immaginano al volante ma semmai a cavallo di una scopa e divertono come Maga Magò o Amelia la fattucchiera che ammalia, perché sanno usare veleni e merletti, armi e fiori, danzare sotto la luna e cavalcare fiumi. E sono donne mitiche, discendenti delle Grandi madri, delle profetesse epiche, delle maghe nascoste nelle grotte. E per questo parlando di loro, ricordandone il valore urgente ancora oggi, l’autrice le ritrae con mille colori, come matte o missionarie, artiste o vagabonde, mistiche, leader,  avventurose, appassionate o irraggiungibili, feroci nella grazia o aggraziate nella durezza, capaci di insegnarci a vivere e morire. La Pinkola Estés scrive così bene, con linguaggio altamente poetico e suggestivo, che ci si intrattiene volentieri con le sue donne danzanti ed è bello allacciarsi in questo girotondo ideale delle donne delle erbe, fatto di Litas vestite di nero, di comadri e di Khaleh, Big Mamas, dames, Mujeres grandes, tra donne coperte di veli e di mantiglie, col sari o il dharma, col copricapo di seta, e turbanti e stelle nei capelli…
Ok danzi e poi? Sono le stelle polari per le giovani donne, dice lei. Audaci, sapienti, esploratrici degli abissi. Candide e invasate, streghe e bambine. Seguitele, e se non ne conoscete, trovatene una e adottatela.
Non è facile, almeno in Occidente. L’unica anziana di questo tipo che mi sovviene adesso è Alda Merini: grande poetessa e anche temeraria. Ma dubito fortemente che ambisca a essere adottata da una giovane che scrive Puccino karo lo sai ke tvb ke kazzo me lo kiedi a fare?
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 19/04/2007 02:09 | Link | commenti (7)
commenti (7)(popup) | categoria:non di solo pane
16/04/2007

 

Eva ha fatto il bucato

 

 

 

 

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 16/04/2007 02:48 | Link | commenti (29)
commenti (29)(popup) | categoria:pillole consacrate

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