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Utente: chirieleison
Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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28/06/2007

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Chirieleison, in basso al centro, circondata da alcuni dei suoi affezionati bloggher (vediamo chi si riconosce)

Venghino siori, venghino.

Questo è l’altarino di Chirieleison.
Qui si recita a soggetto, e anche a complemento oggetto.
Sono consentite improvvisazioni e digressioni, farneticazioni e lampi di genio, pianto antico e pianto greco, miracoli e apparizioni.
 
Venghino siori, venghino.
L’altarino è aperto tutto l’anno tranne di notte e ore pasti.
La chierichetta Gattanera è addetta alla manutenzione dello stesso. Si prega maneggiare con cura: pericolo graffi improvvisi.
 
Venghino siori, venghino.
L’ingresso è gratuito. I minori di diciotto anni sono pregati di farsi accompagnare da un genitore o da chi ne fa le feci.
Non vi saranno sollecitati oboli sotto forma di 8 per mille
Non vi sarà chiesto il numero della carta di credito
Non vi saranno lavati i vetri della macchina dietro compenso di 1€
Non sono immigrata disoccupata con 10 figli a carico: aiutatemi
Nulla è dovuto alla chierichetta Gattanera
Non toccate i libri sennò vi taglio le mani
 
Venghino siori, venghino
Leggete e depositate i vostri commenti nell’apposito spazio
Non dimenticate di firmarvi perché la direzione dell’altarino non si assume responsabilità sul contenuto dei vostri scritti
I commenti non saranno restituiti agli autori
Eventuali francobolli allegati per la risposta saranno incamerati come patrimonio esclusivo dell’altarino
 
Venghino siori, venghino
Siete delusi dalla vita e dagli amici
Vostra moglie è scappata con la pescivendola sotto casa
Vostro marito ha provato a tradirvi con la pescivendola sotto casa
La padrona di casa vi ha sfrattati perché non avete mai tentato di portarvela a letto
Il padrone di casa vi ha aumentato la pigione perché non gliela volete dare
Il vostro capo ha comprato la barca e scoprite che è un cabinato superaccessoriato di venti metri
Piove, governo ladro
Fa caldo governo boia
Non fa niente: l’altarino di Chirieleison è sempre con voi, per voi, per tutti
Amen e così sia
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 28/06/2007 15:16 | Link | commenti (47)
commenti (47)(popup) | categoria:in verità vi dico
25/06/2007

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Che genio e follia vanno a braccetto da sempre, amoreggiando o lottandosi, l'una nutrendosi dell'altra, è ben noto, perchè l'artista e il folle hanno il meglio in comune, cioè l'attitudine allo sbilanciamento, a uno sguardo irregolare e "altro" rispetto a quello comune, a un diverso e improprio, e dunque originale, contatto con le cose.

Certo c'è follia e follia, e da sola questa non basta a produrre arte, se no Basaglia per primo, anzichè aprire le porte dei manicomi con tutti i rischi del caso, li avrebbe semplicemente convertiti in Accademie delle Belle Arti.Van Gogh era folle ma era anche un grandissimo artista, come Nietzsche o Dino Campana, e la maggior parte dei malati mentali pur traendo vantaggi terapeutici dalla pittura non manda i suoi quadri alla Biennale di Venezia. Sin qui tutto ovvio. Ma se fosse l'arte a renderci più sani? E se fosse il suo ammanco la perdita dell'aura, come la chiamava Walter Benjamin, a condannarci allo stato animale di creature ottuse e smarrite?

Da questa situazione muove Riccardo Romano, psicoanalista didatta della Spi, Società psicoanalitica italiana e direttore della rivista Pubblic'azione. La sua opinione è audace e interessante. La fine dell'arte - che a suo avviso è un fatto - produce un aumento di follia generalizzata. Ma attenzione, si tratta di  follia banale, cioè brutta e ottusa, senza passioni o mitici furori. E basti pensare ai folli che uccidono i vicini, figli che uccidono genitori o viceversa, cioè folli quasi per caso, folli accidentali, imprevedibili, folli senza Follia.

Questo crescendo di follia, secondo Romano, è strettamente correlato alla perdita di valore e funzione dell'arte, che oggi non riesce più a educare e sensibilizzare la società perchè ha perduto non solo la spinta creativa ma la stessa capacità di proporre una nuova "pensabilità" del mondo. Insomma ha rinunciato alla sua potenza trasformativa, al suo potere straordinario di sublimare e ricomporre i meri dati sensoriali in pensiero.

Viviamo in un mondo dominato dalla tecnica, dove la stessa arte, quando sopravvive, è spesso funzionale alla tecnica. Non è un caso, dice Romano, che la forma artistica esemplare di questo processo sia la pubblicità, che a differenza dell'arte pura è fortemente mirata a un obiettivo, condizionata e condizionante, e soprattutto, legata al mercato.

Che fare per non soccombere? Intanto chiedercelo, che non è poco.

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pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 25/06/2007 00:50 | Link | commenti (31)
commenti (31)(popup) | categoria:il tarlo del verme
23/06/2007

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GIU' LE MANI  DAI  BAMBINI

 


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pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 23/06/2007 01:04 | Link | commenti (8)
commenti (8)(popup) | categoria:

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