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Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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30/08/2007

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Perché le donne hanno il seno?
Chi ha inventato lo sciacquone?
I tempi sono instabili e liquidi, ma gli italiani si fanno un sacco di domande.
Questioni alte che urgono dal profondo, che premono sotto la coscienza per dare un senso alle nostre rotte confuse.
Qual è la seduta corretta sul bidet?
Naufraghiamo in un mare sempre più sporco, senza più bussole né zattere e salvagenti, e abbiamo bisogno di punti fermi, di posizioni certe (a proposito la seduta è spalle al muro).
Perché le balene sono in estinzione e le galline no? Perché le bibite nei frigobar degli alberghi costano più della norma?
Ebbene si, ho scoperto, leggendo una nota e accreditata rivista di divulgazione scientifica, para-e-fanta-scientifica, che una massa oscura di dubbi infesta gli animi degli italiani. Che appunto scrivono alla rivista (cito dall’ultimo numero senza aggiungere nulla) per chiedere e sapere. Perché i negozi aperti 24 ore al giorno hanno le porte con la serratura? Perché per cambiare una gomma ricorriamo al meccanico? Perché dentro il frigo c’è la lampadina ma dentro il freezer no?
A rispondere alle spinose questioni, alleviando la tensione spasmodica dei lettori, interviene l’immancabile socioeconomista americano con risposte di vertiginosa acutezza: non conviene illuminare il freezer perché in fondo non lo apriamo spesso (ed ecco la foto del frigo a illuminarci meglio); che i frigobar servono a far guadagnare gli albergatori; che le industrie fanno per i negozi solo porte con serratura e costa di più ordinarle diverse; che a conti fatti è più semplice ricorrere al meccanico anziché cambiarsi da soli la ruota (anche qui , per i tardoni, puntuale foto esplicativa con uomo in panne).
Naturalmente ci sono risposte anche per ciò che non abbiamo mai osato chiedere.
E’ vero che due fulmini non cadono mai nello stesso posto? Bisogna credere ai fantasmi? Perché il vedo-non-vedo è sexy?
All’ultima domanda risponde il prossimo numero. Alle motivazioni del seno ne è stato dedicato un altro, con ampia vista esplicativa sul campo, e infine quanto al Wc con sciacquone, l’ha inventato nel 1775 un orologiaio scozzese, Alexander Cumming.

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pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 30/08/2007 21:37 | Link | commenti (25)
commenti (25)(popup) | categoria:il tarlo del verme
28/08/2007

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Solo a leggere il suo caso sul giornale – un’intera pagina su Repubblica, sabato scorso – venivi assalito da nausea e disgusto. Eppure deve essere stata molto orgogliosa e soddisfatta la documentarista della BBC che con poco o nullo sforzo ha ottenuto una grande e maleodorante pubblicità.
Per finire sui giornali e nel suo documentario che ne mostrerà le prodezze, non si è lavata per 42 giorni. Mai, nemmeno le mani. Né denti nè zone privatissime, ha specificato con generale raccapriccio.
E ha continuato ad andare a lavorare, senza mai uno shampoo, senza privato e altrui imbarazzo, e senza provocare stupore o fastidio.
Mettendo naturalmente gli stessi vestiti e continuando con i medesimi a fare jogging ogni mattina prima di raggiungere, senza cambiarsi, il posto di lavoro. L’unica accortezza usata: i guanti per preparare il cibo ai tre figli.
La prima domanda elementare che uno si fa è: perchè mai? Cosa voleva dimostrare? Che senz’acqua non si muore (cosa ampiamente certificata da senzatetto e barboni)? Che se non ti lavi non perdi il lavoro? Che nessuno se ne accorge?
La spiegazione di tanto sacrificio olfattivo dovrebbe indurre i familiari e amici della donna a prendere seriamente in considerazione il suo stato mentale.
L’obiettivo dichiarato dell’impresa è infatti dimostrare che si può salvare l’ambiente astenendosi dall’osservazione igienica ed estetica.
Ma la signora faceva come Poppea il bagno nel latte? Che valanga di cure e prodotti riservava a se stessa per avvertire il bisogno ascetico di tale abbrutimento?
Spendevo come tutte, ogni anno, duemila sterline in cosmetici – ha detto – e ora so che bastano una saponetta, una crema idratante e uno shampoo.
Geniale! Inaudito! Chi mai l’avrebbe detto che non c’è bisogno di centinaia di prodotti per essere puliti e risparmiare l’ambiente?
L’autopubblicità più denuncia sociale annessa è in America ormai un fenomeno diffuso. Come quel tale, Morgan Spurlock che ha mangiato per un mese solo da McDonald e poi ha documentato e pubblicizzato i danni gastrici. C’è pure chi si è spacciato per operaio per denunciare i rischi sul lavoro, chi si è finto disabile per provare e poi rivelare le discriminazioni subite. Tutte cause abbastanza giuste, comunque capaci di informare o far riflettere.
Ma la puzzolente performances della documentarista è servita solo a dimostrare una cosa: che le persone a lei vicine, colleghi amici e familiari sono capaci di grande garbo e tolleranza.
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 28/08/2007 20:58 | Link | commenti (39)
commenti (39)(popup) | categoria:madonne e madonnari
26/08/2007

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Chi sono  i morbillomani della scrittura?
Uomini e donne che non hanno la costanza di finire una frase, un ragionamento e allora li fanno seguire da una serie infinita di puntini di sospensione che fanno contrarre il morbillo al foglio scritto.
I puntini dovrebbero, invece, essere usati con somma parsimonia e tre per volta: non uno di più nè uno di meno.
 Credo che questa moderna mania morbillosa abbia un'origine biografica e un'origine tecnologica. La mia generazione è stata corrotta dalla corrispondenza intimista degli anni Settanta/Ottanta, dove in quattro pagine fitte scritte a mano, si tentava di diluire quello che non s'aveva il coraggio di dire in dieci parole.
Riordinando tra le scartoffie ho ripescato la mia corrispondenza di quel periodo. Ho scoperto un camposanto di puntini di sospensione, disposti casualmente e in numero illimitato.
Erano la rappresentazione grafica di una generazione sospesa politicamente, culturalmente, sessualmente. Diventando grandi, alcuni di noi sono  guariti, altri no, ma quasi tutti abbiamo smesso di scrivere  lettere a mano.
Ora però adulti e giovani siamo traviati dalla tastiera del computer. Basta tenere pigiato il tasto  e i punti  partono a raffica di mitragliatrice.
La tentazione è forte.
Intendiamoci, non muore nessuno, ma il dubbio è che questa overdose di puntini raramente esprima un pensiero compiuto, mentre rimane la sensazione di leggere mezze ammissioni, accenni, spunti.
Io...... per esempio...... da grande...... vorrei diventare......come dire......una scrittrice di successo......... ma al momento mi dedico soprattutto........a collezionare tappi di bottiglia................................... 

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pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 26/08/2007 11:10 | Link | commenti (39)
commenti (39)(popup) | categoria:sanpietrini e sanculotti

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