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Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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30/12/2007

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BUON ANNO A TUTTI
 
a chi vorrebbe ma non osa
a chi osa ma poi non vuole più
a chi non osa e aspetta un miracolo
a chi vuole ma è sfigato
a chi non sa cosa vuole ma cerca tutta la vita
a questa varia umanità
... e anche a me!
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pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 30/12/2007 23:49 | Link | commenti (10)
commenti (10)(popup) | categoria:formule magiche
29/12/2007

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Matta era impaziente.
Il Conte era in buone mani ora che erano arrivati  Santino e la Dark Lady, ma aveva ugualmente fretta di tornare a Carfax, di respirare quell’eau de muffa tanto familiare e amato che aleggiava nel castello. Aveva visto il conte provato dai suoi deliqui, quasi invecchiato e privo di forze e… questo deficiente di arredatore stava ancora infilato dentro il suo Cessna a cucire le tende d’aureo filato dei  finestrini perché non s’era fidato di lasciarle nelle piccole mani delle geishe che lavoravano per lui.
“A che punto sei?” lo apostrofò Matta sempre più insofferente “E’ da stamattina che stai rinchiuso qui dentro a cucire. Lo sai che ho fretta.”
“Oh madame, manca poco ormai ma se non la smette di entrare ogni secondo e di mettermi fretta finirò per ridurre le mie belle mani in un colabrodo a furia di pungermi con l’ago.”
“Non macchiare le tendine nuove col tuo sangue altrimenti non le pago.” Incalzò Matta sempre più furente.
Aveva speso una fortuna per rinnovare l’arredamento dell’aereo e questo cretino si preoccupava di sciupare le sue manine. Che crepasse pure dissanguato ma prima doveva finire il lavoro, che diamine!
Uscì dall’aereo e ammirò ancora una volta la stupenda opera di restyling che era stata effettuata sul suo Cessna. Ne avevano impiegato di tempo i tecnici della Nasa per rivestirlo di lacca cinese nera soffiata e impermeabilizzata! Ma il tocco di classe che le dava i brividi era la scritta Mattair in lacca d’oro con sotto il logo di Carfax dipinti sulla coda.
Appagata Matta entrò nel suo hangar per indossare la solita tenuta di volo: un’aderentissima tuta di pelle nera Trussardi. Legò i lunghi capelli corvini in uno chignon che metteva in risalto la nuca perfetta e li fece scomparire dentro la cuffia da aviatore anch’essa di pelle nera. Ma per Carfax aveva in serbo i vestiti più belli, le sete più impalpabili ed eteree, nuvole di volpi bianche da adagiare con noncuranza sulle spalle scoperte e sandali di perle e diamanti.
“Madame ho finito” Le parole dell’arredatore la fecero volare verso l’aereo. Fra poche ore sarebbe arrivata a Carfax dai suoi adorati.
Le celebrazioni per l’Oblio dell’anno trascorso potevano finalmente cominciare…
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 29/12/2007 22:54 | Link | commenti (2)
commenti (2)(popup) | categoria:da carfax con furore
25/12/2007

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Noè non era un giovanotto - aveva circa seicento anni - quando Dio gli disse di costruirsi l'arca con precise istruzione di bricolage. Legno di cipresso, tre piani, trecento cubiti di lunghezza, bitume dentro e fuori. Non era solo una punizione del Dio irascibile della Genesi, ma qualcosa di più. Il primo esperimento di pedagogia sociale, di ingegneria animale, di selezione naturale. In quell'arca, stretti insieme per un anno, gli animali impararono a convivere.

Parte da qui, per traghettarci a mollo nel brodo primordiale, sino a condurci con incanto e ragione nel cuore caotico della giungla urbana, il delizioso libro di Emanuele Coco "Ospiti ingrati".

Chi sono innanzitutto questi "ospiti ingrati" ovvero animali sinantropici che vivono con noi, nel nostro ambiente artificiale, senza essere mai stati invitati, accettati e certo mal desiderati? Sono i piccioni che infestano le nostre gloriose piazze, i gabbiani che planano sui cassonetti, i topi che gozzovigliano in dispensa, le zanzare che fanno party sulle nostre braccia nelle sere estive, i pidocchi in trasferta nelle scuole...

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Con lingua ironica e brillante, eppure scientifica, l'etologo-scrittore Coco racconta la nostra convivenza nel rissoso condominio-Terra con levità irresistibile, come si sono formate ed evolute le specie (e qui aleggiano le Cosmicomiche di Calvino), e con che lotte, a sfatare il mito di una natura romantica dove tutto era idillio. Ma non solo, fra il mito e la storia impariamo anche a difenderci in modo sano e pacifico da questo oscuro e maleodorante assedio.

"L'essere umano - dice Coco - non è il prodotto di un pacchetto ermetico di istruzioni chiuse nei geni, ma di un continuo contrappunto geni-ambienti". Come dire che tutti loro, gli ospiti indesiderati, ce li siamo chiamati in casa noi e li abbiamo "guastati" noi, rendendo inospitale i loro ambienti a forza di cemento, pesticidi, concimi, deforestazioni, inquinamento.

Non è l'artiglieria da cucina - insetticidi e veleni - che ci salverà, ma il buonsenso mischiato con amore. Un amore rispettoso, perchè loro saranno brutti e schifosi ma hanno genio e grinta. Ci somigliano, cioè, più di quanto vorremmo.

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 25/12/2007 22:43 | Link | commenti (19)
commenti (19)(popup) | categoria:visioni di un verme solitario

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