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Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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28/07/2008

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Letture di cui, col senno di poi, avrei fatto a meno:
- Un mare di nulla di Ugo Riccarelli
- Oceano Mare di Allessandro Baricco
 
Scrivere è innanzitutto raccontare, d'accordo. Ma il sottointeso - e, come tutti i sottintesi, lapalissiano e pleonastico - è capire se ci sia qualcosa da raccontare o meno. Leggendo buona parte della narrativa italiana contemporanea il dubbio sembra essere lecito e viene fuori con forza quando ci s'imbatte nelle prime pagine dell'ultimo libro di Ugo Riccarelli, Un mare di nulla.
"Così, tra lo sferragliare d'acciaio e gli scricchiolii del legno delle panche, prese su di sé l'ennesimo dovere del suo potere magico e cominciò a spiegare a quella truppa il modo in cui i berberi cavalcavano puledri che fanno innamorare i sassi, e come nel deserto la luna piange di notte per il freddo che la sabbia le rispedisce, dopo che il sole ha cotto ogni sospiro".
La domanda, imperativa, è se ancora oggi un romanzo possa essere scritto in questo modo, se il narcisismo di uno scrittore, alimentato da premi e riconoscimenti, possa avere questi inattesi eppure prevedibilissimi effetti.
La storia, già esilissima,  racconta la vita di un uomo "avventuroso e affascinante", "maestro di nodi e signore degli imbrogli".
La coperta del libro aggiunge poi un'importantissima informazione: "il protagonista di questo romanzo forse fu il padre di Ugo Riccarelli".
Così l'autore si spende in una narrazione di oltre duecento pagine senza una struttura e senza neanche un episodio o una circostanza da raccontare. Come Il dolore perfetto, vincitore del premio Campiello nel 2004, anche questo romanzo nasce dalla convinzione che la vita di ognuno s'intrecci con quella degli altri, e che quindi valga la pena di essere narrata.
Ogni vita, anche quella del padre di Riccarelli.
 
L'Oceano mare di Alessandro Baricco è fatto di carta e plastica: mai che avverti le onde vere, i rumori, la concretezza di un paesaggio in una qualche misura vissuto e dunque divenuto familiare. Il vasto orizzonte geografico e il cosmopolitismo dei personaggi risultano estremamente letterari e falsi. Per contrasto viene da pensare a Cesare Pavese: un fazzoletto di terra così ristretto e così vero, vero nei suoi fossi, nelle colline, negli odori. E così veri e ricchi di carne e di sangue i suoi personaggi. Un autore può anche parlare di mondi lontani, ma non debbono essergli arrivati solo attraverso la carta: gli influssi e le sollecitazioni letterarie sono importanti, ma debbono intrecciarsi a un mondo di esperienze determinate e concrete.  
Gli autori italiani più importanti, almeno nelle generazioni precedenti Baricco, hanno sempre avuto un loro preciso riscontro anche geografico, benché questo poi diventasse una patria poetica a tutti gli effetti: Paolo Volponi e il Montefeltro, Goffredo Parise e il suo Veneto, Beppe Fenoglio e la stessa terra di Pavese, Leonardo Sciascia e la Sicilia, Giorgio Bassani e Ferrara…
In Baricco questo oceano delle coste francesi suona assolutamente inerte, è un puro topos letterario: "L'ultima luce dell'ultima finestra si spegne. Solo l'inarrestabile macchina del mare continua a svellere il silenzio con la ciclica esplosione di onde notturne, lontane ricordanze di tempeste sonnambule e naufragi di sogno". Questa scrittura mielosa e svenevole  può senza dubbio fare la gioia di ragazze dalle scarse letture e di ragionieri in pensione, adatta dunque ad avere in Italia un successo strabocchevole e costante.
 
 
 
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 28/07/2008 22:27 | Link | commenti (16)
commenti (16)(popup) | categoria:non di solo pane
23/07/2008

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Rientrata dopo un mese di assenza voglio riprendere quelle piccole banalità che fanno tanto estate:
1 - visioni di servizi tv sul Grande Esodo. Specie i collegamenti con il cronista al casello.
2 - lettura di articoli sui politici in vacanza: un piacere perverso
3 - visione di foto di Vip in vacanza: una noia accidiosa
4 - visione serale, in slip e infradito di gomma, di repliche di film e telefilm. E immagino che rifacciano il commissario Rex, come ogni anno.
5 - trasferte faticose con insulti a Isoradio.
 
Dico seriamente: ma Isoradio esiste?
Segnalano le code ore dopo che si sono formate, in certi tratti non le annunciano perchè le danno per scontate.
Parlar male di Isoradio è ormai una cara abitudine estiva; magari è per questo che la mantengono.
 
Devo anche predisporre gli indumenti e gli accessori da mare. Quest'anno niente spese folli: si ricicla il "dimenticato" nell'armadio che non aprivo da anni. Non sarà di tendenza ma può essere divertente.
Ho trovato:
1 - pareo luccicante di similtulle con ricami dorati burini. Attrae lo sguardo e tiene lontane le bagnanti noiose pseudochic
2 - copricostume in cotone a rigoni multicolori. Reperto d'epoca, probabile regalo di una zia, mai indossato quindi perfetto. Da usare come recupero ironico-kitsch. Ho scoperto anche che è comodissimo.
3 - Espadrillas con zeppa e lacci, sfrante, risalenti ai tempi del liceo. Molto più eleganti di quelle tornate di moda che costano 150 euro.
4 - Cuffie di gomma con fiori. Sono sigillanti e i capelli non si bagnano. In più i gentiluomini cuffia-feticisti della spiaggia offriranno quotidianamente aperitivi (o no?)
5 - Zoccoli il legno con fascetta. Scomodi, rumorosi, i piedi soffrono. Ma vanno tenuti in casa e usati per minacciare i venditori porta a porta e i Testimoni di Geova
6 - costume intero nero slabbrato. Non può mancare nel guardaroba estivo di una vera signora.
7 - bikini sbrindellato della Standa (in memoria). Non può mancare nel guardaroba estivo di una vera signora riformista.
8 - bandana. Per un giro in piazzetta a Ferragosto. Non si può mica rimuovere Berlusconi così. Un po' di rispetto, cribbio!
 
 
 
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 23/07/2008 19:02 | Link | commenti (30)
commenti (30)(popup) | categoria:visioni di un verme solitario
22/07/2008


Frega a qualcuno sapere che sono tornata?

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 22/07/2008 17:19 | Link | commenti (5)
commenti (5)(popup) | categoria:

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