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Utente: chirieleison
Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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26/08/2008

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Purtroppo o per fortuna le vacanze sono finite o quasi.
Quelle intelligenti continuano a rimanere nelle rubriche dei settimanali più trend alla voce “Consigli Inutili”. Perché, diciamocelo una buona volta per tutte, come si fa ad andare in ferie a settembre quando c’è di mezzo la riapertura delle scuole e quella delle fabbriche? Come si fa a prenotare un posto al sole senza tenere conto dei capricci del tempo?
Lasciamo quindi le suddette vacanze ai pochi eletti che possono permettersele ma smettiamola, per favore, di chiamarle intelligenti. Anche perché il ragioniere Mario Bianchi, impiegato da vent’anni alla Fiat e rientrato ieri dalle ferie, si potrebbe offendere.
L’estate, comunque, è la stagione nella quale gli italiani mostriamo maggiormente il nostro livello di educazione e buone maniere.
Quest’anno, per dovere di ospitalità, sono dovuta andare per qualche giorno in spiaggia anziché sugli amati scogli e confesso che sono stati un tormento. Sotto l’ombrellone, sdraiata sul lettino con l’intento di leggere, m’è toccato:
- schivare a più riprese la pallina pelosa di due tizie che giocavano a tamburelli;
- ascoltare a volume sostenuto l’opera omnia musicale di Gigi D’Alessio e a seguire quella di Laura Pausini;
- ripulirmi in continuazione della sabbia sollevata da deliziosi bambini che giocavano a rimpiattino fra gli ombrelloni.
Ma l’episodio più toccante è stato quando uno di questi  bambini, ai rimproveri della madre, mortificata per la mia visibile insofferenza, ha risposto mostrando il dito medio e con una serie di vaffa qua e vaffa là, che cazzo vuoi… ecc ecc
Sono per la non violenza, ma avrei voluto dare quattro sberle al pestifero mostriciattolo. Poi ho pensato che era solo un bambino, che crescerà e diventerà adulto, studierà e prenderà una laurea…
E magari diventerà ministro e potrà fare i gestacci alla bandiera tra gli applausi dei suoi  elettori.
Potrà dire che gli impiegati italiani sono dei fannulloni e  potrà abolire i permessi per malattia, potrà dire che le città sono piene di delinquenti e mandare i militari in ogni casa per vigilare sul comportamento di ognuno di loro.
Perché è ora di finirla con tutto questo permissivismo, ci vuole un po' di rigore, cribbio!
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 26/08/2008 17:50 | Link | commenti (26)
commenti (26)(popup) | categoria:visioni di un verme solitario
21/08/2008

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Camminano sempre più curvi, aggrappati con una mano all'aggeggio vicino all'orecchio, l'altra libera di svolazzare, accompagnare spiegazioni, implorare.
Fermano un tassì, comprano le sigarette, accendono la moto, senza smettere di restare aggrappati.
O, molto peggio, di spingere sui tasti. Perchè un uomo al cellulare passi...a una prima occhiata si può anche pensare che stia per ordinare un intervento armato, o salvare i 10 mila dipendenti di un'impresa in bancarotta, oppure organizzare i soccorsi per una città allagata, ma la mano che svolazza tradisce sempre, e sempre svela una donna urlante dall'altra parte della città.
Ma un uomo sopra i dodici anni che scrive, agitato, i messaggini per strada, e che non si è vergognato di farsi insegnare dal figlio la scrittura veloce, bè, quello è un uomo moderno.
Cioè perduto.
Soggiogato da una vera femmina, magari, ma perduto davvero.
Un cuore di sciampista sotto la camicia azzurra, una brava persona che si contorce sulla poltrona per non farsi notare dalla moglie mentre litiga via sms con qualche altra, e forse usa i puntini di sospensione per significare attesa, le faccine tristi o sorridenti, se lei ha detto no oppure si.
Lo sciampista è anche simpatico, s'impegna, soffre davvero, ascolta serio ogni femminile lamentazione, copre il microfono con la mano per non fare sentire ai colleghi e al barista gli schiamazzi d'amore e d'amicizia.
Lo sciampista è il presente, l'energia che azzera la maschitudine indifferente alle lacrime di donna che chiamava in piena notte per dirgli che aveva bisogno di lui. Lui alzava il ricevitore, diceva "siii", poi interrompeva la comunicazione e si riaddormentava.
 
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 21/08/2008 19:32 | Link | commenti (11)
commenti (11)(popup) | categoria:sanpietrini e sanculotti
17/08/2008

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"Dovunque il guardo giro immenso Dio ti vedo"
Beato Metastasio che viveva in paradiso.
Io invece vivo in un condominio radical-chic che in questo caso non è la definizione di una tendenza politica sinistrorsa molto snob dei suoi inquilini, ma un’allocazione geografica vera e propria.
Di radicale, esso condominio, ha che chiude dalla facciata nord, prospiciente il cortile, un quartiere nazional-popolare, invece la facciata sud (lato chic) prospicia (?) su un’elegante strada piena di negozi griffati dove il traffico a go go e il conseguente scarico delle marmitte sono un’apoteosi di inquinamento acustico e atmosferico.
I piccioni sono stati i primi a individuare le due anime opposte del palazzo e per una sorta di ossequiosa reverenza si guardano bene dal “guanare” sulla mia veranda chic del lato chic. Ma i bisogni corporali, si sa, sono bisogni e in qualche modo devono essere soddisfatti. Così quello che viene stoicamente trattenuto a sud si libera senza ritegno a nord con risultati inimmaginabili.
Piccioni a parte, comunque, io preferisco il lato nord che mi offre una visione di hitchkochiana memoria del palazzo di fronte.
Con l’arrivo della bella stagione i miei dirimpettai hanno aperto i vetri delle finestre e oggi gli odori dei pranzi domenicali l’hanno fatta da padrone. E dagli con il ragù e le patatine fritte, i broccoli lessati e la trippa alla parmigiana. Qualcuno ha pure  inaugurato il barbecue in balcone arrostendo peperoni e spiedini di carne.
E i gatti giù in cortile a miagolare l’elemosina di un eventuale avanzo.
Il ragazzo dell’ultimo piano a sinistra stava tutto rannicchiato sulla ringhiera a parlare fitto fitto al cellulare e quando è arrivata all’improvviso la sua compagna gli è cascato di sotto con un crack che mi ha fatto sobbalzare. Sono rientrati di corsa urlando e chiudendo di botto i vetri.
Al secondo piano c’è un’aspirante velina che sta le ore davanti allo specchio e si studia le pose. Ogni tanto accenna a qualche passo di macarena,  mentre i senoni oscillano tra il cielo e la terra e il bacino spinge in avanti una botticelliana pancia,  elevata alla sesta potenza.  Benedetta figliola, non sa che tra l’anoressia e la bulimia ci sono chili di grasso e massa muscolare che se distribuiti in maniera equa e con parsimonia  possono arrotondare gentilmente l’apparato scheletrico.  
Al primo piano le finestre del dentista sono chiuse. Accanto c’è la parrucchiera che riceve le clienti in casa ma oggi che è domenica ha fatto il bucato e, bigodini variopinti in testa, stende decine di asciugamani.
Brava gente i miei dirimpettai del lato nord.
Dal lato sud le finestre del palazzo di fronte hanno vetri schermati e tende spesse tirate. Un palazzo inanimato. Solo la sera con le luci accese ogni tanto balugina qualche ombra fantasma che levita dietro la tenda e poi svanisce lasciandomi un gelido brivido lungo la schiena.
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 17/08/2008 09:57 | Link | commenti (12)
commenti (12)(popup) | categoria:visioni di un verme solitario

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