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Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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23/01/2009

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Una specie di mostro che ci inquieta coi sui guizzi stagionali, o un grande magazzino da depredare in libertà. Al limite, un falso eden per il maquillage dell’anima. E’ così che, sparita persino dalle poesie e dal Festival di Sanremo, ci appare da un po’ la natura.

Ebbene, ciò che non sappiamo è che la natura oltre ad essere bella e rigenerante è una sorta di ufficio brevetti, o un supremo incubatore di impresa. Osservando e copiando i suoi trucchi e sistemi, vari scienziati in tutto il mondo stanno elaborando grosse innovazioni in tecnologie e materiali.

Si chiama bio-mimesi e il principio è elementare: potrebbe mai l’uomo raggiungere lo stesso risultato che la natura ha elaborato in milioni di anni? Qualche esempio. La perfezione degli occhi delle mosche che distinguono anche in controluce, ha ispirato un nuovo software per fotocamere. I baffi dei ratti, sensibilissimi, sono il modello per i peli-robot con visione tridimensionale, e studiando la socialità delle formiche è stato elaborato un modello informatico per la soluzione del traffico. E che dire delle termiti, solitamente congedate come bestie importune e dannose? Ispirandosi ai sistemi di aerazione dei termitai, capaci di mantenere costante a 31 gradi la temperatura sottoterra, un bioingegnere ha costruito in Africa (Africa!) un albergo senza aria condizionata, con un risparmio energetico del 90 per cento. Anche i ragni e i gechi però non scherzano: copiando la formula adesiva che sta alla base di tela e zampe sono state inventate nuove supercolle, mentre la conformazione durissima di certe conchiglie ha suggerito la composizione di nuovi giubbotti antiproiettili.

Ci sono poi i robot zoomorfi riprodotti sugli esemplari veri, come la robosalamandra, creata per fornire indicazioni sulle evoluzioni della colonna vertebrale, i tonni meccanici per esplorare gli abissi marini, le roboaragoste che possono disinnescare le bombe e le pseudo libellule capaci di fare “bio-spionaggio” in aree irraggiungibili.

La natura sperimenta da sola, su di sé, da quando è cominciato il mondo. Non ha mai smesso, anzi è ancora più reattiva da quando ha dovuto cominciare a difendersi dall’assedio umano.

Per questo è tutta un immenso archivio di geniali trovate, infinita saggezza e creatività. Da imitare, per chi lo sa fare. Da guardare con commozione e meraviglia per chi è romantico. Da custodire, possibilmente. Non da saccheggiare, in ogni caso.

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 23/01/2009 19:38 | Link | commenti (24)
commenti (24)(popup) | categoria:visioni di un verme solitario
08/01/2009

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Una mia giovanissima amica è una fanatica dei centri commerciali. Sostiene che non sono per niente freddi e anonimi, senza identità. Anzi, sono pieni di gente che si diverte a mangiare, comprare, passeggiare, vedere un film.

A Siracusa come a Roma o Milano ormai funziona così. Il sabato sera i ragazzi si riuniscono nelle piazzette dei centri commerciali. Vanno nel pomeriggio, così hanno il tempo di fare vetrinaggio o shopping e poi restano lì, fra multisale e pizzerie. Insomma fanno notte e il sabato va. Non importa se le piazzette dove si ritrovano non hanno un nome, lampioni o gatti, e luci dietro le finestre. Ogni gruppo le ha battezzate a modo suo: c’è la piazzetta di Benetton e quella della scala-mobile; l’importante è che per loro resti la stessa, riferimento fisso ogni sabato sera.

E poi chi me l’ha detto che sono asettiche e anonime? C’è una luce sparata che piove su ogni cosa, e c’è la musica che ti insegue ovunque, come l’odore amatissimo delle patatine fritte. Sarà. Al posto della città, con le sue piazze e le strade vere, loro hanno l’anticittà, che anzi ha il merito di raggruppare tutto insieme, nello stesso posto, ciò che gli piace di più: negozi di vestiti, gadget e musica, i cinema, paninerie e pizzerie, discoteche e palestre. Con la comodità che se piove non ci si bagna, e d’inverno si sta al caldo, d’estate al fresco. Tutto insieme e tutti insieme, come dice la mia giovane amica. Non le importa che questa comunità sia apparente, perché tenuta insieme solo dal piacere di comprare, dal rito di spendere. Non cittadini o ragazzi, ma consumatori.

Ma non critichiamo i ragazzi. Lo sapete che da quando sono iniziati i saldi nel mall più grande d’Italia, cioè quello piemontese di Serravalle Scrivia, nonostante la neve, il pericolo sulle strade gelate e le code di due chilometri all’uscita, ben quindicimila persone hanno fatto l’alba in auto o in bus pur di agguantare il loro carrello? E poi dicono che c’abbiamo la depressione da crisi economica, che non abbiamo più fedi e passioni, tsè.

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 08/01/2009 18:42 | Link | commenti (21)
commenti (21)(popup) | categoria:madonne e madonnari

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