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Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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19/12/2008

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Davvero l’abbiamo perduto il Natale? E dove l’abbiamo perso?

Ma no, dai, non è vero che l’abbiamo perduto. Dipende da dove lo cerchi. Non certo nel silenzio, nel buio, sotto un albero o in qualche altro posto strano e selvatico.

Natale rifulge nei centri commerciali, coi manichini che fanno i presepi viventi e le commesse vestite da babbo natale. Lo trovi dove non te l’aspetti, con gli angeli che ammiccano fra mutande e reggiseni in paillettes. Ma se fai lo schizzinoso o il bigotto, no, il Natale non lo vedi.

E invece guardati intorno, accendi la tv. Come fai a non sentirlo? Tutto è colorato di rosso, sembra che una mano invisibile abbia riverniciato di notte tutte le cose in città, e persino i fruttivendoli del centro, non potendo dipingere la verdura, la infiocchettano coi nastri rossi. E poi , scusa, non hai visto quanti bei film di Natale sono usciti sugli schermi, a base di romantiche corna natalizie e mistici reggicalze? Non li sfogli i giornali e le riviste? E l’invito espresso in tutte le pubblicità a esprimere amore, sentimento, gratitudine con piccoli e semplici gesti attraverso un Rolex d’oro, un diamante per sempre o una macchina nuova?

Non mi venire a dire che c’è la crisi e che questo Natale bisogna risparmiare. Sei un catastrofico pessimista… e pure un po’ funesto. Il nostro beneamato premier ha detto che dobbiamo continuare a spendere come se nulla fosse, perché diversamente si paralizza l’economia, le aziende chiudono e licenziano tutti. E se non c’hai i soldi te li fai prestare dalle tante associazioni benefiche chiamate banche o istituti finanziari che sono nate apposta per soddisfare ogni tuo desiderio. C'est plus facile!

La verità è che sei diventato sordo al richiamo del Natale. Al piacere di stare insieme davanti alla cassa del supermercato o al piacere di sentirti unito nel comune afflato delle code in macchina. E anziché abbassare il finestrino e chiacchierare amabilmente col tuo vicino chiedendogli se ha un sogno di Natale, se ricorda il suo presepe da bambino, cosa fai? Inveisci contro gli ingorghi perché ritardano i tuoi acquisti. Smettila di lamentarti, Natale non è mai stato così vitale e coinvolgente. Semmai, ammettiamolo, c’è un buco d’informazione: prima di diventare la Festa della Tredicesima, cosa si celebrava anticamente il 25 dicembre?

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 19/12/2008 19:48 | Link | commenti (24)
commenti (24)(popup) | categoria:formule magiche
12/11/2008

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Questa cosa che a quarant'anni, a cinquanta e anche a sessanta, siamo tutte quante belle, in forma, attivissime e scatenate mi atterrisce un po'.
Ho il sospetto che a quarant'anni, a cinquanta, tanto più a sessanta e settanta, la voglia di essere belle, in forma, attive e scatenate tutto in una volta, sia soggetta a una certa intermittenza.
C'è il giorno che spaccheresti il mondo e il giorno che anche una sessione di piccolo punto ti si presenta come una sfida temeraria.
Il fatto è che a vent'anni il mondo lo spaccheresti sette giorni su sette e dai per scontato che quella inesauribile energia (tre ore di sonno per notte senza perdere un colpo, quattro piatti di pasta al giorno senza prendere un grammo), costituisca la normalità della condizione umana.
Non ho le idee chiare su quale sia la normalità della condizione umana. Ogni età tende a eleggere se stessa come norma. A un ottantenne può sembrare pazzesco che al mondo ci sia qualcuno che va a dormire dopo le dieci e si sveglia dopo mezzogiorno. Così come un ventenne può trovare assurdo non avere più voglia di uscire la sera per fare baldoria con gli amici.
Allora mi domando: quand'è che uno può mollare? Quand'è che uno può cominciare a dire "sono stanco"? Quand'è che uno può permettersi finalmente di essere grasso o di non avere più voglia di lavorare?
Dove finisce la salita e finalmente si può pedalare in pianura, o levare persino il sedere dal sellino?
Quand'è che una può smettere di voler essere un irresistibile oggetto sessuale per sperimentare identità meno pericolanti? Non è che ci stiamo mettendo in trappola da soli?
E da sole, soprattutto.
C'è qualcosa di così commovente e riposante e dignitoso nel cedere a se stessi!
 
 
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 12/11/2008 23:15 | Link | commenti (22)
commenti (22)(popup) | categoria:formule magiche
06/05/2008

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Realtà – Sogni = Vita vegetativa
 
Realtà + Sogni = Idealismo
 
Realtà + Umorismo = Realismo
 
Sogni – Umorismo = Fanatismo
 
Sogni + Umorismo = Fantasia
 
Realtà + Sogni + Umorismo = Saggezza
 
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 06/05/2008 09:55 | Link | commenti (26)
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