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Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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04/11/2008

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Un idiota è un idiota. Due idioti sono due idioti. Diecimila idioti sono un partito politico. 

Franz Kafka

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 04/11/2008 08:58 | Link | commenti (8)
commenti (8)(popup) | categoria:la storia secondo me
25/05/2008

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TEMA
 
 
 La televisione è un parallelepipedo più o meno grande
con un solo lato trasparente
attraverso il quale
se ne vedono di tutti i colori.
 
 
SVOLGIMENTO
 
 
Guglielmo Marconi ha inventato la televisione nel 1903.
Però non amava fare sapere a tutti la sua invenzione e così non disse niente a nessuno.
Teneva nascosta la sua televisione e di nascosto si vedeva i telefilm, gli sceneggiati e i varietà televisivi.
Prima che la TV fosse inventata c'era la crisi.
Si, perchè non c'era la pubblicità; le persone non conoscevano le marche delle ditte e quindi non compravano niente.
Le ditte fallivano.
I fabbricatori di antenne televisive erano rovinati perchè non sapevano a chi venderle. I riparatori delle TV erano a spasso. I presentatori TV erano a spasso.
La gente non sapeva cosa fare.
I bambini restavano svegli anche la notte, perchè nessun genitore poteva dire "dopo carosello vai a letto".
Le massaie, i vecchi, i giovani tutte le sere alle 20,30 si piazzavano davanti al muro e fissavano questo muro.
Immobili.
Immobile il muro
Annoiati i telespettatori.
Si fa per dire telespettatori, si potrebbero chiamare muratori ma forse qualcuno potrebbe malignare...
Meglio chiamarli spettatori perchè... spettavano.
Tutte le sere davanti a questo  triste muro.
Lo guardavano senza interesse, solo per trascorrere la serata. Ma non succedeva niente.
Che noia senza immagini sul muro.
Al massimo qualche macchia, qualche mosca (che già suscitava interesse... in fondo era un'anticipazione di Quark), qualche crepa, qualche segno di muffa, nient'altro.
Il giovedì sempre davanti al muro giocavano, facevano le scommesse, i quizs: di che colore è questo muro? quanto costa imbiancare il muro? quanti metri quadrati è questo muro? questa macchia che vedete sul muro signore e signori somiglia più a un cavallo o a un cane?
Almeno il giovedi si risolveva la serata.
La domenica, quando ancora non c'era la domenica sportiva, giocavano a palla al muro.
Ma poi tornava la noia.
Certe volte agli anziani veniva il sonno e si addormentavano col muro acceso.
Poi è arrivata la televisione.
Ma non è cambiato niente.
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 25/05/2008 18:59 | Link | commenti (43)
commenti (43)(popup) | categoria:la storia secondo me
20/03/2007

Cosa sono i massimi sistemi? A parte  un amico mio che fa proprio Massimo di nome e Sistema di cognome di cui, per il rispetto della privacy, non vi posso dire che è un gran cornuto, i massimi sistemi sono gli interrogativi fondamentalidi tutte le filosofie, quei dubbi che ci portiamo dietro dalla nascita e che non risolveremo mai campassimo mille anni: 1 chi sono, 2 da dove vengo, 3 dove vado. Sono in numero perfetto di tre e sembrano pochi ma in realtà sono tosti assai. Ora se uno non vuole andare tanto per il sottile, risponde subito ai tre quesiti: 1 declinando le proprie generalità; 2 declinando le generalità dei propri genitori; 3 vado 'ndo me pare; e la questione è bella che risolta. Ma l'uomo fatto non fu per vivere come Bruto, nè come Cassio, ma per seguir virtute e conoscenza. Insomma mica pizza e fichi. Che poi questa cosa la scrisse un certo Dante a proposito  di un certo Ulisse che s'era stufato della moglie, una certa Penelope, che stava tutto il santo giorno in casa a fare la calza e a tessere, ma non era capace e la notte sfilava tutto e poi la mattina ricominciava. Ulisse, uomo focoso e passionale che per colpa della moglie non scopava più, per un po' abbozzò, poi si lamentò e lei si sentì incompresa, alla fine se ne andò di casa dicendo che la patria aveva bisogno di lui. Seee pare vero! Si mise, invece, a vendere cavallucci di legno a certi figli di troia e quando racimolò un bel gruzzoletto si comprò la barca e ti saluto bella signora. Da allora navigò per mari e per monti (?) e ad ogni porto castigava una femmina. Per dirla in italiano, purchè respirassero le donne gli stavano bene tutte. Popolane, regine, figlie di re, maga Magò, non se ne salvò una. Dopo vent'anni di questa vita era un po'... come dire... logoro (leggasi: non gli tirava più) e forse era pure malato e così decise di tornare dalla moglie. Bè, non la trovò che ancora filava? Allora si fermò il tempo di un caffè e ripartì nuovamente dicendo che la patria non aveva finito di avere bisogno di lui. Pare che con la barca andasse a sbattere contro una colonna d'Ercole. Fece appena in tempo a dire: ma che cazz...! che ci fa una colonna in mezzo al mare? e si ci vi spiaccicò contro.

Mo' non mi ricordo più perchè ho raccontato la storia vera di Ulisse e mi sono stufata di scrivere. Semmai continuo dopo.  

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 20/03/2007 19:04 | Link | commenti (15)
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