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Esegeta del dubbio e dell'ovvietà,cazzara mistica, paladina delle cause perse, perditempo a tempo pieno, esperta di giri a vuoto e percorsi mentali senza via d'uscita.


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01/12/2008
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Ringrazio di cuore l'amica Flavia che simpaticamente ha voluto pubblicare nel suo blog un piccolo stralcio del mio romanzo "L'ambizione della rosa" (www.ilmiolibro.it).

Il link è: http://ilmiolibro.kataweb.it/community.asp?id=10797

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 01/12/2008 13:27 | Link | commenti (16)
commenti (16)(popup) | categoria:non di solo pane
15/09/2008

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Vado tra le superbe genti a ritemprar lo core e lo spirto mio.

Per qualche tempo questo blog rimarrà inattivo causa assenza della sottoscritta. Lascio socchiusa la porta per chi avrà buon cuore di dare una spolverata ogni tanto. In compenso ho messo del buon vino in fresco che siete autorizzati a bere purchè vi ricordiate di lavare i bicchieri prima di uscire.

Se vi capiterà di vedere un verme con libro incorportato strisciare tra i Caruggi o dalle parti di Piazza De Ferrari, non schiacciatelo: sono io.

A presto

pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 15/09/2008 19:59 | Link | commenti (27)
commenti (27)(popup) | categoria:non di solo pane
28/07/2008

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Letture di cui, col senno di poi, avrei fatto a meno:
- Un mare di nulla di Ugo Riccarelli
- Oceano Mare di Allessandro Baricco
 
Scrivere è innanzitutto raccontare, d'accordo. Ma il sottointeso - e, come tutti i sottintesi, lapalissiano e pleonastico - è capire se ci sia qualcosa da raccontare o meno. Leggendo buona parte della narrativa italiana contemporanea il dubbio sembra essere lecito e viene fuori con forza quando ci s'imbatte nelle prime pagine dell'ultimo libro di Ugo Riccarelli, Un mare di nulla.
"Così, tra lo sferragliare d'acciaio e gli scricchiolii del legno delle panche, prese su di sé l'ennesimo dovere del suo potere magico e cominciò a spiegare a quella truppa il modo in cui i berberi cavalcavano puledri che fanno innamorare i sassi, e come nel deserto la luna piange di notte per il freddo che la sabbia le rispedisce, dopo che il sole ha cotto ogni sospiro".
La domanda, imperativa, è se ancora oggi un romanzo possa essere scritto in questo modo, se il narcisismo di uno scrittore, alimentato da premi e riconoscimenti, possa avere questi inattesi eppure prevedibilissimi effetti.
La storia, già esilissima,  racconta la vita di un uomo "avventuroso e affascinante", "maestro di nodi e signore degli imbrogli".
La coperta del libro aggiunge poi un'importantissima informazione: "il protagonista di questo romanzo forse fu il padre di Ugo Riccarelli".
Così l'autore si spende in una narrazione di oltre duecento pagine senza una struttura e senza neanche un episodio o una circostanza da raccontare. Come Il dolore perfetto, vincitore del premio Campiello nel 2004, anche questo romanzo nasce dalla convinzione che la vita di ognuno s'intrecci con quella degli altri, e che quindi valga la pena di essere narrata.
Ogni vita, anche quella del padre di Riccarelli.
 
L'Oceano mare di Alessandro Baricco è fatto di carta e plastica: mai che avverti le onde vere, i rumori, la concretezza di un paesaggio in una qualche misura vissuto e dunque divenuto familiare. Il vasto orizzonte geografico e il cosmopolitismo dei personaggi risultano estremamente letterari e falsi. Per contrasto viene da pensare a Cesare Pavese: un fazzoletto di terra così ristretto e così vero, vero nei suoi fossi, nelle colline, negli odori. E così veri e ricchi di carne e di sangue i suoi personaggi. Un autore può anche parlare di mondi lontani, ma non debbono essergli arrivati solo attraverso la carta: gli influssi e le sollecitazioni letterarie sono importanti, ma debbono intrecciarsi a un mondo di esperienze determinate e concrete.  
Gli autori italiani più importanti, almeno nelle generazioni precedenti Baricco, hanno sempre avuto un loro preciso riscontro anche geografico, benché questo poi diventasse una patria poetica a tutti gli effetti: Paolo Volponi e il Montefeltro, Goffredo Parise e il suo Veneto, Beppe Fenoglio e la stessa terra di Pavese, Leonardo Sciascia e la Sicilia, Giorgio Bassani e Ferrara…
In Baricco questo oceano delle coste francesi suona assolutamente inerte, è un puro topos letterario: "L'ultima luce dell'ultima finestra si spegne. Solo l'inarrestabile macchina del mare continua a svellere il silenzio con la ciclica esplosione di onde notturne, lontane ricordanze di tempeste sonnambule e naufragi di sogno". Questa scrittura mielosa e svenevole  può senza dubbio fare la gioia di ragazze dalle scarse letture e di ragionieri in pensione, adatta dunque ad avere in Italia un successo strabocchevole e costante.
 
 
 
 
pensato scritto e benedetto da: chirieleison alle ore 28/07/2008 22:27 | Link | commenti (16)
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